SUPERARE LA FINE DI UN AMORE

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cuore spezzatoVivere una separazione è tra le esperienze più devastanti e dolorose che una persona possa sperimentare. Il senso di vuoto è lacerante: si apre un buco nero e veniamo invasi da un turbine di emozioni e ricordi. Accettare la fine di un amore è un processo difficile e complesso. La fine di una relazione è una perdita affettiva importante che spesso include anche altre perdite: economiche, sociali e familiari. Questa esperienza può scuotere in modo profondo l’identità e l’autostima della persona che la sta vivendo. La separazione è una ferita profonda e se è vero che le ferite si rimarginano è anche vero il fatto che facciano infezione oppure no, dipende da noi. Come affrontare al meglio questa esperienza?

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LA RABBIA E I SUOI EFFETTI. CONSIGLI NATURALI PER GESTIRLA

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iraLa rabbia è un’emozione tipica ed è tra quelle più precoci; il bambino che non è coccolato dalla mamma ha come reazione il pianto che equivale allo sfogo dell’ira.
Moltissimi sinonimi linguistici si riferiscono a questa reazione emotiva: collera, esasperazione, furore ed ira rappresentano lo stato emotivo intenso della rabbia; altri invece esprimono lo stesso sentimento ma d’intensità minore, come: irritazione, fastidio, impazienza.
Ma cos’è la RABBIA?
La rabbia è la reazione ad un limite ed esprime il bisogno di affermare il proprio Io. Come tutte le emozioni, la rabbia non è mai giusta o sbagliata: c’è, e bisogna prenderne atto.  E’ un segnale molto importante che ci perviene dal nostro Se interiore e non bisogna reprimerla ma riuscire a comprenderla per poi gestirla al meglio.

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10 COSE INTERESSANTI SUGLI SCHEMI COMPORTAMENTALI

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illusione_ottica_voltoAmiamo le certezze, gli schemi ricorrenti e spesso crediamo di poter controllare tutto. Ma è davvero così?

Il ricercatore americano David DiSalvo nel suo libro “Cosa rende il tuo cervello felice e perché devi fare il contrario”  (Bollati Boringhieri) ha raccolto decine di studi e ricerche che spiegano il nostro comportamento.  Da questi studi si evince che il nostro cervello ama la stabilità, la coerenza e la chiarezza. Peccato che tutto ciò sia nemico dell’evoluzione umana, in quanto ci impedisce di esplorare nuove possibilità e ci condanna a perpetrare comportamenti autodistruttivi. «Tutti noi ci affidiamo in continuazione a copioni e stereotipi, sfruttandoli come efficaci scorciatoie per risparmiare tempo ed energie mentali», scrive DiSalvo. «Scorciatoie che possono alterare la nostra capacità di giudizio.»

Perché ci innamoriamo di chi ci respinge? Perché tendiamo a rimandare, prolungando il nostro disagio con ansia e trepidazione? Perché crediamo di avere sempre il controllo della situazione?

DiSalvo nel suo libro arriva a offrire 50 “soluzioni cognitive” ai nostri problemi e i risultati di questi studi  sono molto interessanti. Eccone alcuni.

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UTILIZZI PRATICI DELLA CARTA NUMEROLOGICA

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RIEPILOGO GRAFICO NUMEROLOGIAClicca sull’immagine per ingrandire

LE COORDINATE FONDAMENTALI DI UNA CARTA NUMEROLOGICA

ANALISI DEL NOME E COGNOME

Numero dell’Anima

Questo numero descrive la componente più intima del carattere ed è associata all’Essere, in relazione ai desideri del cuore.

Numero della Persona

Questo numero corrisponde alla “maschera sociale”, l’atteggiamento esteriore che come un vestito-armatura, protegge l’ Anima dall’impatto col mondo esterno.

Numero dell’Io

Questo numero corrisponde alla personalità ed è associata al fare, in relazione alle necessità della vita di tutti i giorni. L’analisi di questa cifra rivela i tratti generali del carattere e descrive le predisposizioni lavorative.

ANALISI DELLA DATA DI NASCITA

Dalla data di nascita possiamo individuare 5 importantissimi fattori con i quali avremo modo di comprendere meglio:

1 – ANIMA (Chi siamo)

2 – KARMA (Cosa dobbiamo fare)

3 – DONO (Le nostre doti)

4 – DESTINO (Il nostro destino)

5 – REALIZZAZIONE (come ci evolviamo e realizziamo)

Numero del Destino

Questo numero descrive il tipo di eventi e di persone coi quali vi confronterete durante il corso della vostra esistenza. Come una traiettoria ideale, il numero del Destino indica la strada da percorrere, affinchè si possa realizzare il progetto di vita.

Numero della Quintessenza

La Quintessenza è l’essenza delle quattro funzioni individuali (Anima, Persona, Io e Destino), integrate in un insieme armonioso. Questo numero è un centro equilibratore, al quale possiamo riferirci per ritrovare il senso della nostra esistenza ed esprimere al meglio i nostri talenti.

Numeri SFIDA

L’analisi dei numeri ombra consente di acquisire consapevolezza sugli aspetti della personalità che tendono a squilibrarsi, e che sono all’origine degli stress psicologici radicati sin dall’infanzia. E’ in questi numeri l’origine delle compulsioni e dei timori irrazionali che inducono a comportamenti inadeguati, e degli errori che nostro malgrado, tendiamo sistematicamente a ripetere.

CICLI DI VITA

Il Cicli sono fondamentali, sono 4 periodi, governati da un particolare Archetipo. Ogni ciclo rappresenta una specifica lezione su cui stiamo lavorando. Nel momento in cui si attiva l’Archetipo corrispondente accadono eventi molto sentiti, e la nostra vita si colora delle caratteristiche inerenti all’Archetipo stesso.

È importante sintonizzarsi con il numero che si è attivato in un determinato ciclo, al fine di cogliere tutte le opportunità. Gli ultimi due anni di un ciclo possono essere avvertiti con grande intensità e probabilmente dovrete prendere decisioni importanti, che possono riguardare il matrimonio, il lavoro o la carriera, o affrontare cambiamenti nel carattere, affrontando e lasciando andare schemi o problematiche del passato. Ogni ciclo può essere visto come una fase di apprendimento, una lezione di vita alla quale il nostro maestro interiore ci sottopone, o meglio opportunità ed esperienze che noi stessi abbiamo scelto ancor prima della nostra nascita, al fine di diventare essere umani completi.

I CICLI NEL DETTAGLIO

Il primo ciclo dura dalla nascita a un età compresa tra i 30 e 35 (la durata dipende dal numero del Destino).
Il secondo ciclo dura nove anni e va circa dai 30 ai 40 anni.
Il terzo ciclo dura nove anni e si estende circa dai 40 ai 50 anni.
L’ultimo ciclo rimarrà attivo per il resto della vita e comincia circa dai 50 anni in poi.

In particolare i clicli possono riassumersi in

Il ciclo FORMATIVO e’ il ciclo legato all’infanzia, all’adolescenza e alla formazione dell’individuo. Questo dato è utile anche per i genitori che si trovano a educare i figli perchè consente di comprendere le lezioni che i figli hanno scelto di vivere nella prima parte della loro esistenza.

Il ciclo PRODUTTIVO è legato alla vita professionale e al lavoro.

Il ciclo della MIETITURA (CONCLUSIVO)  è quello che ci accompagna fino alla fine dei giorni

UTILIZZI PRATICI DELLA NUMEROLOGIA

La Numerologia ti aiuta a:

  1. Conoscere meglio te stesso, per valorizzarti pienamente
  2. Conoscere meglio il tuo partner e/o le persone a te vicine per gestire il rapporto in modo efficace
  3. Verificare la compatibilità di coppia, per scoprire le affinità e migliorare la relazione
  4. Aiutare i figli ad esprimere il loro potenziale
  5. Scoprire i tuoi talenti, per realizzare il tuo scopo di vita
  6. Conoscere in che fase ti trovi adesso, per orientarti nella vita e realizzare i tuoi desideri
  7. Prendere decisioni importanti, sia in ambito personale, affettivo o lavorativo
  8. Orientarti nel lavoro, per realizzarti professionalmente
  9. Gestire una fase di cambiamento, per trasformare la crisi in un’opportunità
  10. Comunicare in modo più efficace col partner, i figli e con gli amici
  11. Gestire le tue emozioni,  per non essere in balia di rabbia, paura o stanchezza

Per info su come avere la TUA Carta Numerologica scrivi a consulenzeolistiche@hotmail.it

L’APATIA: SINTOMI E RIMEDI NATURALI

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apatia 3L’apatia è un comportamento o uno stato d’animo nel quale non si provano sentimenti di nessun tipo. Vede una diminuzione della motivazione nell’individuo nel compiere una qualsiasi azione o comportamento. Si caratterizza, infatti,  proprio per l’assenza totale o parziale di una reazione emotiva rispetto a situazioni ed eventi in cui normalmente l’individuo dovrebbe suscitare emozioni o interesse.

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ASSERTIVITA’: COME COMUNICARE AGLI ALTRI I PROPRI DIRITTI

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assertività titolo“L’assertività è la capacità del soggetto di utilizzare in ogni contesto relazionale, modalità di comunicazione che rendano altamente probabili reazioni positive dell’ambiente e annullino o riducano la possibilità di reazioni negative”.
Libet e Lewinsohn

Viviamo in una società di stampo competitivo ed individualistico dove ognuno viene incoraggiato a inseguire un obiettivo personale nella vita.
Questo atteggiamento propositivo di per se non è malevolo ma la realizzazione dei propri obiettivi spesso avviene calpestando gli “spazi” e nei casi più gravi la “personalità” delle  altre persone. Definisco questi atteggiamenti “aggressioni competitive”.

L’AGGRESSIONE COMPETITIVA – COME DIFENDERCI

Quando stiamo subendo questo tipo di atteggiamento risulta necessario intervenire e creare un “campo” di protezione personale per riuscire ad esprimere e a far valere in maniera onesta, integra e leale i propri punti di vista, le proprie esigenze e i propri diritti
rispettando al contempo quelli degli altri.

Per raggiungere questo obbiettivo, abbiamo a nosta disposizione un particolare modo di comunicare denominato ASSERTIVITA’ che rappesenta la capacità di esprimere e far valere le proprie opinioni rispettando i bisogni e i limiti degli altri.

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Essere tristi e’ funzionale…

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tristezza“Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell’uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall’evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza”
Jerome Wakefield

La tristezza ha un motivo ed e’ meno negativo di cio’ che si possa pensare.
Ci obbliga a momenti di “buio” spazzando via le nostre certezze e creando uno spazio interno di vuoto grazie al quale si potra’ rinascere. La tristezza, infatti, ci conduce ad una più profonda introspezione funzionale, al guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi andare avanti.
Ci insegna, quindi ad apprezzare la felicità e a fare maggiore chiarezza sulla nostra vita.  Le variazioni dell’umore, se motivate dagli eventi, sono sintomo proprio di una buona salute psicologica e la tristezza rappresenta una risorsa importante per arricchire la vita emotiva che dobbiamo imparare a gestire.

Come dobbiamo gestirla

Impariamo inanzitutto a fermarci e ad entrare in contatto con la nostra tristezza

Permettiamoci di essere tristi

Impariamo a non voler scacciare immediatamente questo sentimento – anche perché sarebbe impossibile – cerchiamo piuttosto di riflettere sul perché stiamo provando quest’ emozione: chiediamoci cosa sta accadendo nella nostra vita , cosa è accaduto, cosa vorremmo che accada. Ogni emozione ha un suo significato sta a noi interpretarlo.

Impariamo a non vergognarci di manifestare la nostra tristezza.

Reprimere questo stato emotivo comporta disagio, rabbia, frustrazione e non fa altro che alimentare il nostro malessere.

E’ importante sottolineare pero’ che se la tristezza diventa troppo intensa, se sconfina in uno stato depressivo prolungato e comporta un marcato disagio psicologico non vergogniamoci a chiedere aiuto perche’ se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d’accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.

Riferimenti bibliografici:
Marshall J. “Is it really bad to be sad?”, NewScientist, 14 gennaio 2009

BALLATE COME SE NESSUNO VI GUARDASSE…

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feliciPer tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita!

Ma c’erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati… in seguito la vita sarebbe cominciata.

Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita.

Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c’è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo.

Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita e gustatelo ancora di più quando lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara con cui passare insieme dei momenti preziosi, magici, indimenticabili; e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.

E allora smettete di pensare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa.

Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.

Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova.

Smettete di aspettare la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno.

Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente e decidete che non c’è momento migliore per essere felici che ilmomento presente.

La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.

Lavorate come se non aveste bisogno di soldi.

Amate come se non doveste mai soffrire.

Ballate come se nessuno vi guardasse…

Daisaku Ikeda

BURNOUT – LO STRESS DA LAVORO

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burnoutBURNOUT:uno sguardo al fenomeno

Il burnout è generalmente definito come una sindrome di esaurimento emotivo, di de-personalizzazione e de-realizzazione personale, che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate (possiamo considerarlo come un tipo di stress lavorativo).
È una malattia in costante e graduale aumento tra i lavoratori dei paesi occidentalizzati a tecnologia avanzata, ciò non significa che qualcosa non funziona più nelle persone, bensì che si sono verificati cambiamenti sostanziali e significativi sia nei posti di lavoro sia nel modo in cui si lavora.
La sindrome da Burnout può presentarsi in persone che, per professione, sono a contatto e si prendono cura degli altri:le loro esigenze, l’essere a disposizione delle molteplici richieste e necessità, sono alcune delle caratteristiche comuni a tutte quelle attività che hanno obiettivo professionale il benessere delle persone e la risoluzione dei loro problemi, come nel caso di medici, psicologi, infermieri, insegnanti, ecc..

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Voglia di dolce o di salato. Cosa nasconde questo desiderio?

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Mangiare-di-notteVi capita mai di avvertire un improvviso e quasi irresistibile desiderio per un certo alimento o piatto? Non c’è nulla da nascondere o da preoccuparsi, capita più o meno a tutti. Ma cosa nasconde questo desiderio? E’ un segnale che il vostro organismo vuole darvi? Ebbene, sembrerebbe proprio di si.
La ricerca di uno di questi sapori: dolce, amaro, salato, acido, piccante indica, piuttosto che un desiderio da soddisfare, uno squilibrio interno. È sintomo di una carenza, un segnale che, secondo la millenaria teoria dei 5 elementi, indica uno squilibrio del proprio sistema corpo.

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