COSA SIGNIFICA MEDITARE?

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MEDITAZIONE

Durante le mie sessioni collettive di insegnamento alle mediazione propongo ai partecipati degli spazi meditativi. Mi capita sovente, allora, durante questi momenti (quando tutti sono presi nella meditazione) di mettermi volontariamete a produrre dei suoni secchi con un tamburo. Di solito i presenti sobbalzano e osservano perplessi questo mio comportamento. Ed e’ proprio allora che spiego loro che si sono distratti, che si sono impauriti, perche’ in realta’ non stavano realmente meditando ma che si stavano solo concentrando!

Differenze fra Concentrazione e Meditazione

La concentrazione è una allenamento controllato volontariamente. E’ come quando, per imparare a guidare un automobile, proviamo e riproviamo i diversi movimenti, per apprendere la tecnica della guida. La Meditazione è quando ormai siamo padroni di tutti i movimenti, ci diamo una meta e ci dirigiamo verso di essa, senza più pensare a cosa dobbiamo fare per cambiare la marcia o per frenare. Le tecniche di concentrazione possono essere oggetto di studi e insegnamenti retribuiti, fare parte di corsi veri e propri per una maggiore efficienza e resa dell’individuo, per migliorare la praticita’ della vita. La Meditazione invece fa parte di una sfera diversa, soggetta a leggi diverse, di contenuto non pratico ma spirituale, elevato, sottile. Si potrebbe anzi dire che il “buon” meditante, più pratica e maggiormente si rende consapevole di quanto l’essenza della meditazione stessa sia sfuggente, inafferrabile, indefinibile.

Cos’e’ allora la meditazione?

Possiamo dire che la meditazione è un puro stato d’essere originariamente naturale che riemerge solo praticando un lavoro su di sé. Si deve imparare, anzi reimparare, non a meditare ma a tornare alla condizione normale del corpo e della mente, a quello stato di unità precedente a qualsiasi dualità. Attraverso una serie di esercizi di indagine della propria meccanica fisica e mentale (dalle sensazioni e dai pensieri più grossolani a quelli più sottili), si impara quindi ad essere pienamente presenti, consapevoli del qui’ ed ora realizzando la pienezza della pura attenzione. Meditare con pura attenzione significa essere consapevole non di ciò che stai facendo ma di come lo fai. Devi ricordare che la meditazione è la tua natura: non è un risultato, è una condizione reale; non deve essere raggiunta, deve solo essere riconosciuta, è la tua essenza: non puoi averla e non puoi non averla.

Concludendo, per essere in meditazione non devi fare niente, non devi ripetere dei mantra, non devi ripetere il nome di dio, devi semplicemente osservare la tua mente: non disturbarla, non ostacolarla, non reprimerla. La meditazione non è un credo, non è un dogma, non è un culto, non è una religione, non è una morale, non è un giudizio: è un’esperienza evidente in se stessa.

Namastè

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